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- SAU: Nord Africa supera il 40% (oltre 1 milione kmq).
- Francia riduce fertilizzanti da 227,7 kg/ha a 153,3 kg/ha (2001-2021).
- Spagna: connettività marittima a 412,6 nel 2023, la più alta.
Dinamiche Agricole e Sostenibilità nel Mediterraneo: Un Quadro Complesso
La regione del Mediterraneo si presenta come un mosaico di approcci agricoli, dove le strategie divergono significativamente tra il Nord Africa e l’Unione Europea. Mentre i paesi nordafricani intensificano le coltivazioni irrigue per far fronte a climi aridi, l’UE si orienta verso politiche agricole più sostenibili. Questa dicotomia solleva interrogativi cruciali sulla gestione delle risorse e sulla transizione ecologica nell’area.
La superficie agricola utilizzata (SAU) nel Mediterraneo ammonta a circa 2 milioni e 430 mila kmq. I paesi del Nord Africa detengono la quota maggiore, superando il 40% (oltre 1 milione di kmq), mentre i paesi dell’Unione Europea ne possiedono poco più del 30%. I paesi del Medio Oriente si attestano intorno al 22%, e i Balcani occidentali detengono una quota minima. In Spagna e Francia, la SAU occupa oltre il 50% della superficie totale, mentre in Italia si aggira intorno al 40%. Algeria, Marocco, Siria e Turchia mostrano quote elevate di SAU rispetto alla loro superficie totale. Negli ultimi vent’anni, la quota di SAU rispetto alla superficie totale è rimasta sostanzialmente stabile nella maggior parte dei paesi mediterranei, con diminuzioni più marcate in Italia, Spagna, Grecia e Palestina, e aumenti in Croazia e Libano.

Fertilizzanti, Emissioni e Produzione Alimentare: Un’Analisi Dettagliata
L’agricoltura sostenibile richiede un uso ridotto di pesticidi e fertilizzanti, nonché la minimizzazione delle emissioni di gas serra. Nella regione del Mediterraneo, l’impiego di fertilizzanti ha sperimentato una riduzione generalizzata a partire dal 2007-2008, manifestando però livelli di incidenza differenti tra le nazioni. In particolare, Francia e Italia hanno mostrato un comportamento virtuoso, riducendo costantemente le quantità di fertilizzanti utilizzati. La Francia è passata da 227,7 kg per ettaro nel 2001 a 153,3 kg nel 2021, mentre l’Italia è scesa da 168,6 a 133,2 kg. L’Egitto, invece, ha registrato i valori più critici, superando in media annua i 500 kg per ettaro.
Le emissioni di gas serra in agricoltura, generate principalmente da metano e protossido di azoto, rappresentano un’altra sfida cruciale. Nel 2021, il volume di metano registrato in Francia si è attestato intorno a 40.000 migliaia di tonnellate (in termini di equivalente di CO2), mentre i livelli di protossido di azoto si sono avvicinati a 30.000, entrambi i valori in calo rispetto al 2001. La Turchia ha mostrato un incremento di oltre il 50% nelle emissioni di metano e protossido di azoto rispetto al 2001, mentre l’Egitto ha segnato dati critici per entrambe le tipologie di emissioni.
L’indice di produzione alimentare, calcolato dalla Banca Mondiale, evidenzia dinamiche decrescenti nei paesi dell’Unione Europea nel periodo 2001-2022, ad eccezione di Portogallo, Spagna e Croazia. La vasta area geografica del Nord Africa, diversamente, ha esibito un andamento in crescita, a riprova del peso sempre maggiore attribuito alla realizzazione di prodotti alimentari.
Connettività Marittima, Logistica ed Energie Rinnovabili: Un Confronto Regionale
H connettività marittima logistica ed energie rinnovabili un confronto regionale H L’indice di integrazione marittima, che valuta il livello di connessione delle nazioni con le principali reti di trasporto internazionali, riconosce la preminenza di Spagna, Italia e Francia lungo la costa settentrionale del Mediterraneo, nonché di Turchia, Egitto e Marocco nella fascia meridionale e orientale. La Spagna detiene la maggiore connettività marittima nella regione, con un valore dell’indice pari a 412,6 nel 2023. L’Italia si posiziona al secondo posto con un valore di 294,5.
Le migliori prestazioni in termini di efficienza logistica si osservano nelle nazioni appartenenti all’Unione Europea, oltre che in Israele, Turchia, Egitto e Macedonia del Nord.
L’impiego di fonti energetiche rinnovabili è più esteso nei Balcani occidentali e nell’UE rispetto al Nord Africa e al Medio Oriente, dove la cospicua presenza di risorse fossili tende a scoraggiare un maggiore sfruttamento di fonti a energia pulita.
Nel 2021, la percentuale di consumi energetici soddisfatta da fonti rinnovabili nei paesi dell’Unione Europea si situa tra il 15% e il 35%.
Croazia e Portogallo rappresentano i paesi UE che manifestano la maggiore intensità di utilizzo di fonti rinnovabili rispetto al complesso dei consumi energetici.
Verso un Futuro Sostenibile: Sfide e Opportunità nel Mediterraneo
La regione del Mediterraneo si trova di fronte a sfide complesse, tra cui la gestione delle risorse idriche, la riduzione delle emissioni di gas serra e la promozione di pratiche agricole sostenibili. La dicotomia tra il Nord Africa, focalizzato sull’aumento della produzione agricola, e l’Unione Europea, orientata verso la sostenibilità, richiede un approccio integrato e personalizzato. Il Piano Mattei per l’Africa rappresenta un’opportunità per trasferire know-how e rafforzare gli ecosistemi agroalimentari nel continente africano, promuovendo la crescita socio-economica e la sovranità alimentare.
Amici lettori, riflettiamo un attimo. La transizione ecologica non è solo una questione di tecnologie avanzate o di politiche governative. È un cambiamento profondo nel modo in cui interagiamo con il nostro pianeta. Un concetto base, ma fondamentale, è l’impronta ecologica: la misura di quanto consumiamo rispetto a quanto la Terra può rigenerare. Ridurre la nostra impronta significa vivere in modo più sostenibile, preservando le risorse per le generazioni future.
Ma andiamo oltre. Un concetto più avanzato è quello di resilienza ecologica: la capacità di un ecosistema di assorbire disturbi e riorganizzarsi, mantenendo la stessa funzione, struttura e identità. In un contesto come quello del Mediterraneo, caratterizzato da cambiamenti climatici e pressioni antropiche, la resilienza ecologica è cruciale per garantire la sopravvivenza degli ecosistemi e delle comunità che dipendono da essi.
Quindi, la prossima volta che acquistate un prodotto alimentare, pensate alla sua origine, al suo impatto ambientale e alla sua sostenibilità. Ogni scelta conta, e insieme possiamo fare la differenza.
- Informazioni sull'agricoltura sostenibile nell'UE e la Politica Agricola Comune.
- Dati Istat sull'agricoltura italiana: superficie, aziende e dinamiche recenti.
- Infografica sulle emissioni di gas serra nell'UE per paese e settore.
- Approfondimento sulla Dieta Mediterranea come risorsa culturale per lo sviluppo sostenibile.